Politica e potere: lo strano caso di Giancarlo Cerrelli a Crotone

Con la fase del commissariamento del partito, la prima ossatura quella costruita negli anni di Noi con Salvini da Domenico Furgiuele è stata spazzata via nella sua totalità. Il commissariamento voluto dal segretario federale Matteo Salvini non ha lasciato scampo ai vecchi dirigenti del partito, invitati a farsi da parte per lasciare sazio al NUOVO che avanza. E dunque tutti fuori, tranne UNO.

A dire il vero il partito di Matteo Salvini in Calabria stava già lavorando per allargare il consenso e la rappresentatività a livello locale. Fino a quel momento il lavoro era stato portato avanti proprio da Domenico Furgiuele, che aveva messo su una sede regionale, una segreteria politica, una rete di collaboratori, una scuola di formazione politica, rappresentanti ed emissari in tutte le province calabresi e nei centri più popolosi.

Il lavoro procedeva spedito e senza intoppi apparenti. D’un tratto, come un fulmine a ciel sereno, arriva lo stop a Furgiuele che viene esautorato. Ad oggi i motivi reali di quella sostituzione non sono ancora del tutto noti. Nelle alte sfere del partito calabrese si parla di una lettera inviata a Matteo Salvini e firmata da un centinaio di attivisti di Reggio Calabria. Nella missiva si facevano appunti e proteste contro le modalità adottate da Furgiuele per gestire il partito in Calabria. Possibile che qualche personaggio PESANTE a Reggio Calabria si sia sentito escluso o poco considerato dal partito? Possibile che Matteo Salvini abbia voluto credere ad una semplice lettera di disappunto inviata da qualche decina di sostenitori? Basta questo per azzerare tutto quanto fatto in precedenza e gettare al mare due anni di duro lavoro? O quali arcani equilibri sono stati toccati?

Nei fatti, Furgiuele viene messo da parte e sostituito con Cristian Invernizzi che avvia gli Stati Generali tenutisi a Catanzaro il 23 giugno scorso per lanciare una nuova fase del partito della Lega in Calabria. Invernizzi nominerà successivamente 16 coordinatori territoriali (la nuova ossatura del partito) escludendo di fatto tutti i precedenti dirigenti, tranne uno. Della vecchia gestione Furgiuele rimane in piedi solo l’avvocato canonista GIANCARLO CERRELLI, promosso a coordinatore della provincia di Crotone.

Un caso davvero strano, soprattutto in considerazione del fatto che Giancarlo Cerrelli era stato già candidato per ben due volte con la Lega (la prima volta alle Politiche del 2018 e la seconda volta alle Europee 2019), era stato coordinatore cittadino di Crotone, nominato proprio da Furgiuele nel 2018. Se il criterio della novità e della freschezza politica doveva valere per tutti, tanto da aver falcidiato la vecchia guardia, perchè non deve valere anche per l’avvocato Cerrelli? Una cosa è certa: a Giancarlo Cerrelli non si può ascrivere nessun successo elettorale, visto che nelle due competizioni in cui ha partecipato, ha raccolto due FLOP inenarrabili.

Il più eclatante quello alle elezioni europee del 26 maggio 2019, di cui si tiene conto in un precedente articolo. In quell’occasione la Lega raccoglie nella provincia di Crotone ben 11.500 voti circa, che gli valgono un eccellente 21,88% dei consensi. Ma le preferenze andate a Cerrelli sono state solo 2.586 (su 11.496 voti). Il territorio crotonese ha espresso fiducia e simpatia per il partito di Salvini, bocciando senza appello l’avvocato Cerrelli. Per quale oscuro motivo Cerrelli si ritrova ancora al suo posto, anzi viene PROMOSSO a coordinatore provinciale? Quale criterio è stato adottato per rinnovare la fiducia ad un uomo bocciato dal territorio?

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