Regionali, a Crotone Cerrelli fa fuori 2 papabili consiglieri

Mai scelta poteva essere più propizia per se stesso, ma del tutto deleteria per il territorio circostante. L’avvocato Giancarlo Cerrelli segretario provinciale della Lega di Crotone ne ha fatta una delle sue, ma questa volta molto grossa. In occasione delle recenti elezioni regionali, il segretario della sede provinciale di Crotone ha dovuto indicare al commissario Invernizzi il nome di un candidato per la provincia di Crotone da inserire nella circoscrizione Centro (Catanzaro, Crotone, Vibo Valentia). In realtà i candidati del territorio crotonese sono sati due, ma uno (Salvatore Gaetano) è stato scelto direttamente dai vertici regionali del partito.

Per il secondo Invernizzi ha lasciato la decisione a Cerrelli, che dopo una valutazione della situazione complessiva ha pensato bene di indicare Nicola Daniele.

Orbene Nicola Daniele è originario di Petilia Policastro, dove ha raccolto 514 preferenze, trainando la Lega al 18,77% a livello comunale. Nella stessa competizione però era candidato in quota Fratelli d’Italia anche il sindaco di Petilia Policastro, Amedeo Nicolazzi che con le sue 1.368 preferenze (solo a Petilia), ha portato il suo partito al 39,31%.

Prima ancora del voto del 26 gennaio, era del tutto evidente che Daniele non sarebbe mai stato eletto, dovendo affrontare uno scontro impari contro il sindaco del suo paese, candidato come lui nella stessa coalizione di centrodestra. Ma Daniele ha tolto a Nicolazzi ben 514 voti solo a Petilia Policastro, voti che avrebbero consentito al sindaco si diventare consigliere regionale. Amedeo Nicolazzi infatti è arrivato primo dei non eletti nelle liste di FDI con 3.965 voti, a soli 198 preferenze da Filippo Pietropaolo (4.163 voti), risultato poi eletto. Una beffa bella e buona per Nicolazzi e per il territorio crotonese che si trova così senza rappresentanza.

Anche l’altro candidato leghista Salvatore Gaetano non si è certo agevolato della candidatura di Daniele, anzi. Gaetano era il candidato sul quale puntava l’intero partito crotonese, perchè quello con maggiori possibilità di elezione, ma è stato osteggiato dal gruppo che fa capo a Giancarlo Cerrelli. La dinamica politica è abbastanza semplice: Cerrelli ha sempre visto Gaetano come una minaccia, il nuovo che avanza e che potrebbe sfilargli ben presto il partito dalle mani. Del resto Cerrelli a Crotone ha commesso parecchi errori politici, non gode della stima dei militanti e dei simpatizzanti, usurpa la sua posizione senza averne merito.

Le lingue cattive raccontano di un episodio accaduto nella sede provinciale del partito, quando durante una riunione riservata al suo ristretto gruppo, Cerrelli ordinò di boicottare Gaetano e di votare Daniele o solo il simbolo del partito per non avvantaggiare nessuno. Secondo la sua visione era meglio non avere consiglieri regionali del Crotonese, perchè avrebbero potuto catalizzare l’attenzione, e vanificare gli sforzi della sua corrente. Un altro aneddoto racconta dei ragazzi della Lega giovani che avrebbero voluto un candidato (una candidata?) al posto di Daniele, ma Cerrelli rifiutò categoricamente perchè così si lasciavano praterie sterminate a Gaetano e Nicolazzi.

Alla fine delle elezioni regionali il disegno famelico dell’avvocato che parla male dei gay si è avverato in pieno. Gaetano e Nicolazzi sono fuori dal Consiglio regionale, il Crotonese non ha rappresentanti degni, ma lui continua a restare in sella come segretario provinciale del partito. E’ questo ciò che conta per lui, restare in sella senza cedere visibilità a nessuno. Un generale senza esercito e senza medaglie! Ma a Crotone la resa dei conti si fa sempre più vicina.

Lascia un commento