Massoneria deviata a Crotone: dottori e avvocati sotto la Colonna

Il maxi-blitz Rinascita-Scott avviato all’alba del 19 dicembre scorso dalla Procura antimafia di Catanzaro diretta da Nicola Gratteri, non solo ha sgominato una tra i più potenti “Crimini” della ndrangheta, quello di Polsi (VV), ma tra le sue 13.000 pagine regala spunti di assoluto interesse, soprattutto per quello che riguarda la fortissima e pressante collusione tra le cosche della ndrangheta e la massoneria.

Grazie alle sempre più frequenti dichiarazioni dei collaboratori di giustizia, corroborate da imponenti intercettazioni telefoniche ed ambientali, i magistrati antimafia di Catanzaro stanno ricostruendo i rapporti criminali tra le cosche della ndrangheta e la massoneria calabrese. Logge ufficiali, logge coperte, nomi segreti e sussurrati, riti di iniziazione, interventi di pubblici ufficiali per favorire gli affiliati alle cosche, ce n’è per tutti i gusti.

All’interno delle 13.000 pagine dell’inchiesta Rinascita-Scott ce ne sono tantissime dedicate alle logge massoniche ufficiali e deviate. Sugli appartenenti a queste ultime si sono concentrate una parte di indagini, coordinate dal Procuratore Nicola Gratteri, e che hanno individuato nell’ex senatore di Forza Italia Giancarlo Pittelli il massone che faceva da cerniera tra le esigenze della cosca Mancuso di Limbadi e i favori corrisposti da pubblici amministratori e uomini dello Stato. Una parte di queste indagini fa riferimento alla massoneria crotonese, i cui adepti venivano consacrati con un rito di affiliazione sotto la colonna di Capo Colonna.

A supporto di questa parte di indagini vengono riportate le dichiarazioni di diversi collaboratori di giustizia, tra questi Cosimo Virgiglio. Scrivono gli investigatori: “Di estremo rilievo appaiono, nella medesima direzione, le dichiarazioni di Cosimo Virgiglio, escusso il 25 novembre 2016”. Tra le tante cose interessanti raccontate dal Virgiglio ce ne sono alcune che fanno riferimento alle logge di Crotone e di Rocca di Neto. Ed ecco cosa mette a verbale in quella escussione il collaboratore di giustizia: “Nel 2003 ho iniziato Sabatino Marrazzo, al quale abbiamo affidato il “maglietto” della Loggia Pitagora di Crotone, il Tempio era a Rocca di Neto, dove aveva trovato un ristorante”.

Rispondendo alle domande del magistrato aggiunge Virgiglio: “Il Tempio di Vibo era il Palazzo Francica, a piazza Morelli, dove di fronte abitava il prof Francica; a Crotone le persone venivano iniziate a Capo Colonna, sotto la Colonna; fu lì che Sabatino iniziò la sua Loggia”.

Aggiunge il collaboratore: “Gli appartenenti alle Logge regolari erano tutti dei professionisti, avvocati, medici etc., mentre le Logge Coperte erano formate da due filoni: il primo quello dei “sussurrati all’orecchio“, persone che rivestivano delle cariche istituzionali e per questo non potevano essere inserite nelle liste segnalate alla Prefettura; il secondo filone era quello dei “sacrati sulla spada“, soggetti con precedenti penali di vario genere, compresi ‘ndranghetisti, ovvero i “rispettosi del Vangelo di Giovanni“, loro si reputano inflitti Angeli di Dio.[…] A Catanzaro il carismatico era Pino Torchia, mentre Anselmo Torchia l’avvocato, era molto vicino a Chiaravalloti aveva il Tempio Coperto a Praialonga, in un villaggio turistico costituito da una serie di villette a schiera”.

Un dettaglio non da poco, il Tempio Coperto di Praialonga: il villaggio turistico della “Crotone Bene” finito già negli anni scorsi in alcune inchieste della solita Procura catanzarese per un giro di mazzette e finanziamenti regionali e collusioni tra la ndrangheta locale e la politica crotonese.

Aggiunge Virgiglio: “Sono a conoscenza di una richiesta di aiuto di Sabatino Marrazzo agli appartenenti alla Loggia, quando il fratello venne arrestato per un grave delitto e diceva di essere innocente; in quella occasione il prof Francica tenne una “tornata” a Crotone, Francica gli consigliò un legale di Cosenza che “poteva fare tante cose“.

Sabatino Marrazzo è considerato “il contabile” della cosca Marrazzo di Belvedere Spinello ed è stato condannato a 8 anni di reclusione con rito abbreviato nel processo scaturito dall’operazione Six Towns. In quelle carte ci sono diverse intercettazioni nelle quali gli investigatori evincono che la cosca abbia sostenuto un candidato di Crotone alle ultime elezioni regionali del 2014. È lo stesso Sabatino Marrazzo che ne parla e che invita altri ad assecondare questa scelta.

C’è da aspettarsi nuove e potenti evoluzioni delle indagini che hanno portato all’operazione Rinascita-Scott, ma che hanno avviato nuovi e interessanti filoni d’inchiesta, tra i quali quello di Crotone è il più appetitoso! Anche perchè di dottori e avvocati sussurrati a Crotone ce ne sono parecchi!

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