
Alla fine è arrivato l’intervento decisivo del segretario regionale della Lega Calabria Cristian Invernizzi a sedare gli animi in rivolta nel partito crotonese. Dal 23 maggio la segreteria provinciale sarà composta da 4 persone: Giancarlo Cerrelli referente provinciale; Gennaro Rossi responsabile organizzativo e referente per i comuni di Cutro e Isola di Capo Rizzuto; Nicola Daniele responsabile Ambiente e Agricoltura e referente per i comuni di Petilia Policastro e Cotronei; Salvatore Gaetano referente per il comune di Crotone, che tra pochi mesi andrà alle urne per eleggere il nuovo sindaco.
Ai quattro il compito di gestire il partito fino all’avvio della fase congressuale che, nelle intenzioni dei vertici leghisti, dovrebbe tenersi nel giro di pochi mesi, un anno al massimo nei maggiori comuni del Sud. A Crotone la situazione di squilibrio tra le anime del partito è stata risolta con una segreteria allargata. Una segreteria a quattro dove le decisioni si prendono a maggioranza. Nessuna subalternità, ognuno dei quattro ha un campo d’azione ben definito. A Cerrelli rimane la carica di referente provinciale, ma di fatto fortemente ridimensionato.
Spiccano infatti le deleghe consegnate da Invernizzi a Gennaro Rossi, è lui che avrà il compito di organizzare il partito a livello provinciale, e comune per comune. Un ruolo di prestigio, oltre che di valore che consente a Rossi di sganciarsi dagli altri segretari e di lavorare in autonomia. E spicca senz’altro la delega a Salvatore Gaetano, che nella sua qualità di referente cittadino di Crotone dovrà in sostanza guidare il partito verso le imminenti elezioni comunali.
La partita però non è chiusa. Restano da sciogliere molti nodi che presto arriveranno al pettine. Il partito proclama unità e compattezza, ma le cose potrebbero presto volgere al peggio. Si dice che sia Gaetano che Cerrelli aspirino alla carica di sindaco per la coalizione di centrodestra. Il primo orientato ad imbarcare di tutto, anche gli ex sculchiani in uscita pur di raggiungere il ballottaggio. Cerrelli invece più rigido vorrebbe una coalizione snella fatta da 4 partiti classici (Lega, FI, FdI, UDC) e al massimo 2 liste civiche pulite, non espressione dei soliti tromboni locali. Due modi davvero differenti di intendere la competizione elettorale.
Al momento la quiete sembra regnare sovrana, in attesa delle decisioni dei vertici nazionali. Ancora non c’è nulla di certo, in virtù degli accordi politici che riguarderanno anche gli altri capoluoghi al voto, Crotone potrebbe andare a Fratelli d’Italia o a Forza Italia. La situazione molto confusa nelle altre città calabresi chiamate al voto, potrebbe far pendere la scelta di Salvini e Invernizzi proprio sulla città di Crotone.
Come raccontato in un precedente articolo i malumori a Crotone rischiavano di esplodere in accese dichiarazioni a mezzo stampa, mozioni di sfiducia con tanto di raccolta firme e riconsegna delle tessere. Un manicomio che avrebbe danneggiato il partito non solo a livello locale. Il segretario Invernizzi è intervenuto giusto in tempo, salvando, almeno per ora, capre e cavoli!